Etnomusicologia

Durata: 28 lezioni collettive da 60 minuti.
Numero minimo partecipanti: 4.
Per informazioni rivolgersi in segreteria.

Programma
La proposta è articolata in maniera modulare al fine di favorire una strutturazione sulla base degli interessi della struttura formativa e di adattarsi alle possibilità di inizio anche nel corso dell’anno scolastico con gruppi di lezioni da 7 o più ore ciascuno.
Tre moduli propongono elementi di riflessione generale e possono rappresentare momenti differenti di approfondimento da svolgersi ciascuno successivamente nel corso dell’anno.
Quattro moduli rappresentano case studies specifici che hanno una durata minima estensibile in base all’interesse dei partecipanti e prevedono esperienze di sperimentazione oltre un’ampia dispensa.
Ogni modulo è supportato da ascolti e proiezioni video, anche originali, oltre a illustrazioni dal vivo.

Esempio di struttura proposta del corso
1 Modulo introduttivo +  Case studies

Moduli introduttivi (3 ora ciascuno)

  • 1 Temi, obiettivi dell’etnomusicologia
    Introduzione all’etnomusicologia
    I principali temi, obiettivi dell’etnomusicologia – dai primi studi di “musicologia comparata” alle più recenti acquisizioni dell’antropologia della musica e della musicologia generale.
    Attraverso un confronto tra forme e comportamenti musicali delle diverse culture saranno delineati i procedimenti basilari dell’espressione musicale: forme fisiche elementari di creazione del suono; modalità di trasmissione e ricezione degli eventi sonori; occasioni e funzioni, sociali e simboliche, del fare.
  • 2 Gli strumenti e i metodi d’analisi dell’etnomusicologia: analizzare e comprendere
    Strumenti e metodi utilizzati per affrontare e risolvere le problematiche connesse alla trattazione e all’analisi dei documenti sonori in ambito etnomusicologico.
    Partendo dall’illustrazione delle diverse componenti del suono (timbro, intensità, altezza), della sua organizzazione musicale (tempo/ritmo, scala, modalità/tonalità, melodia, polifonia) e delle problematiche relative alla loro trascrizione, si affronteranno di volta in volta anche i metodi di analisi etnomusicologica ad essi connessi.
  • 3 Riflessioni tra Etnomusicologia e Musica colta
    Saranno presi in considerazione opere di alcuni autori (es. Bartok, Ligeti o Kevin Volans) e le composizioni didattiche, le riflessioni, i percorsi di apprendimento musicale e esperienze messe in atto (anche da parte del docente) per proporre una visione unitaria delle possibilità offerte dai repertori etnici per superare un approccio esotico agli stessi e una maggiore comprensione del fatto musicale.

Case studies (moduli della durata variabile a partire da 4 ore)

  • Il crogiolo nordamericano
    Un percorso di analisi e confronto delle differenti tradizioni coesistenti nel territorio nordamericano con particolare riferimento alla cultura bianca (WASP e le altre differenti minoranze) in relazione alla componente nera (afroamericana).
    Si proporrà una riflessione sul rapporto fra oralità e scrittura, fra le musiche d’arte e folkloriche e sulle modificazioni intercorse a seguito della nascita e diffusione dei mezzi di riproduzione e diffusione del documento sonoro.
    Il modulo sarà supportato da elementi audiovisuali originali frutto delle ricerche sul campo in diversi stati e da alcune dimostrazioni dal vivo sugli strumenti tradizionali (violino, banjo, autoharp, dulcimer …).

Dina Claudio – etnomusicologia

ETNOMUSICOLOGIA
Per informazioni rivolgersi in segreteria.

CURRICULUM
Etnomusicologo, polistrumentista, compositore, esperto di didattica musicale.
Ha fatto parte della Società Italiana di Etnomusicologia ed è stato responsabile del Settore Etnografico del Centro di Documentazione Etnografico-Musicale della Valle di Susa.
Perfezionatosi negli studi etnomusicologici all’Accademia Chigiana con i maggiori docenti internazionali (D. Carpitella, J. Blacking, M. Hood, G. Rouget, H. Zemp, A. Georgescu), si è laureato all’Università di Torino con una ricerca sulla tradizione violinistica nordamericana.
Ha condotto ricerche negli Stati Uniti ed in Italia sulle tradizioni per violino, sui riti dell’arco alpino e sul canto tradizionale.
Ha compiuto studi di composizione presso il Conservatorio di Trento sotto la guida di Cosimo Colazzo.
Si occupa sin dal 1993 di formazione di docenti e strumentisti in tutta Italia, svolgendo seminari e  workshop per le Università, masterclass per Conservatori e Istituti Pareggiati, Enti e associazioni in tutta Italia.
È intervenuto in numerosi convegni nazionali ed internazionali (ISME Amsterdam) come esperto di didattica musicale.
Già membro del direttivo nazionale della SIEM, Società Italiana per l’Educazione Musicale, ha fatto parte della commissione editoriale della collana SIEM-EDT. 
Docente per oltre un decennio nella scuola media su tematiche interculturali ha svolto laboratori in scuole di ogni ordine e grado in Piemonte, Lombardia, Veneto e Trentino.
Ha pubblicato articoli sulla didattica musicale per diverse riviste (es. Musica Domani) e ha collaborato con il Giornale della Musica.
Presidente dell’associazione Corórchestra è stato direttore didattico di numerose realtà: l’associazione Instrumenta Sonora di Torino, il C.I.R.M.A.C. di Moncalieri, la Scuola Musicale Opera Prima di Ala di Trento oltre ad essere stato il coordinatore didattico della Scuola Civica di Saluzzo.
Polistrumentista, suona numerosi strumenti a corde, si è interessato ai repertori ed alle tecniche esecutive colte e di tradizione orale di numerosi strumenti.
Membro di diversi ensemble di musiche tradizionali nordamericane, anglo-scoto-irlandesi e klezmer si è esibito in rassegne e festival nazionali (Folkermesse, Festival delle Rocche, Piemonte in Musica, Sangemini Classica, Trento Film Festival).
È direttore artistico e musicale dell’ensemble Corórchestra del Piemonte, con la quale ha realizzato due dischi sotto l’egida della Regione Piemonte e dell’ILO-ONU.
Ha inoltre diretto la Lagarina Orchestra della Provincia di Trento con la quale ha realizzato un disco sotto egida del Club Unesco del Trentino.
È stato fondatore e direttore della Corórchestra Ragazzi del 2006 che ha partecipato alle Cerimonie Olimpiche di Torino 2006.
Si occupa di composizione, con particolare riguardo alla musica d’insieme, coniugando l’interesse per la formazione dei giovani musicisti, le musiche del mondo e la musica contemporanea.